Restyling di un sito: come ho fatto il mio

Vita da freelance

Oggi condivido con voi la mia ultima fatica: il restyling del sito su cui state navigando ❤

È online da oggi e ho voluto festeggiare con questo nuovo articolo, ché fra un motivo e l’altro non ne scrivo da un po’.

Ho iniziato il restyling del mio sito a novembre e ho deciso che avrei fatto quasi tutto con le mie forze. Non per presunzione, ma per sfidarmi. Sì perché troppo spesso ce ne stiamo comodi nella nostra zona di comfort, ogni tanto serve una shakerata! Intendiamoci, non che io abbia così tanto tempo libero visto il lavoro che faccio, ma darmi delle sfide è un ottimo modo per tenermi attiva e creativa. Oltretutto penso di essere una nerd mancata, perché mettere mano a codici mi gasa moltissimo!

 

Restyling di un sito: il mio primo step

Il mio primo step è stato decidere che cosa volessi modificare dell’attuale sito. Non è così facile, sapete? È più semplice analizzare i siti degli altri, quando si tratta della propria creatura sembra sempre perfetta… Ho cercato di distaccarmi il più possibile, di usare gli occhi di un’altra persona, di qualcuno che si trovava sul mio sito per la prima volta.

Non è stato un processo rapido, né semplice, e poi ho deciso.

  • Identità visiva: ero stufa di vedere quel logo, quei pattern, quei font, quei colori… Semplicemente stufa, non mi ricordo nemmeno a quando risalgono.
  • Contenuti: erano davvero troppi. Non serviva raccontare mezza storia della mia vita, non serviva entrare nel dettaglio di ogni singola attività.
  • Focus: la mia tagline, “Web Marketing, Media & Events” improvvisamente mi è sembrata… Eccessiva. Ok il web marketing, ok lavoro con i media, ok vado e organizzo eventi, ma… Serviva raccontare tutto questo in una tagline? Forse no.

Alla fine di questa analisi è emerso che il mio sito non era affatto “perfetto” come credevo. O meglio, la perfezione è estremamente relativa, direi che, semplicemente, non mi rappresentava più.

 

Secondo step: Identità visiva

A mio avviso avere un’identità visiva univoca e identificabile è fondamentale. Ho voluto applicare questo mio “credo” anche al mio microscopico brand, personal brand. Un po’ di coerenza fra il dire e il fare non può guastare 🙂

Quindi ho deciso che il mio secondo step di restyling del sito sarebbe stato un nuovo logo, nuovi pattern, nuovi colori. Mi sono affidata a Eleonora Bernardi, una freelance che si occupa di grafica per lavoro. Del resto “no all’improvvisazione” è uno dei miei mantra, non volevo un logo improvvisato fatto da me, che non sono designer.

Il mio brief via Whatsapp era al limite della decenza: “vorrei un font hand written… però che si legga bene eh. Magari con qualcosa di acquarellato, ma anche geometrico. Vorrei il verdino del mio planner, ma anche qualcosa di sfacciato, tipo un oro…”. Sono seguite fotografie del mio planner, moodboard su Pinterest… Insomma, avevo poche idee e ben confuse. Ci abbiamo lavorato per giorni e giorni, Eleonora ha saputo capire cosa volevo prima che lo capissi io! Mi ha presentato alcune proposte e io mi sono innamorata di quello che vedete ora… Un colpo di fulmine.

Amo il font, amo i colori, amo quelle foglie tropicali, che mi ricordano le foreste della Thailandia e del Borneo, quanto mi mancano! E poi era dicembre, avevo proprio voglia di qualcosa di estivo 😀

Da brava professionista, Eleonora mi ha consegnato un pacchetto con logo, sfondi, codici colore, font e biglietto da visita: tutto il kit per una visual identity coordinata.

Quando ho messo mano al CSS del sito sono andata a inserire i miei colori, il mio logo, le mie foglie. Ogni singolo elemento doveva essere coerente e comunicare me, la mia visual identity.

 

Terzo step: Contenuti

Parallelamente alla creazione della nuova identità visiva, mi sono occupata della nuova architettura delle informazioni che avrebbe avuto il mio sito. Ho deciso il percorso di navigazione, le etichette del menu e la struttura delle pagine.

Prima ancora di pensare ai contenuti, ho riflettuto sulla User Experience che i miei visitatori avrebbero vissuto una volta atterrati sul mio sito.

Non vi nego di avere una passione per lo User Experience Design in senso ampio; penso costantemente a come migliorare le esperienze delle persone nell’utilizzo di prodotti fisici e digitali. Non scherzo, potreste trovarmi a maledire una porta che va spinta, mentre il design della maniglia indica chiaramente che dev’essere tirata. Ognuno ha le proprie fisse 😀

Ricapitolando, il terzo step del restyling del mio sito si è focalizzato su:

  1. architettura delle informazioni
  2. percorso di navigazione
  3. etichette del menu
  4. struttura delle pagine
  5. redazione dei nuovi testi

Iniziare a riscrivere i testi di getto, senza pensare alla struttura del sito, sarebbe stato un grosso errore. Avendo riflettuto a monte sull’architettura dei contenuti, ho realizzato che alcuni testi avrei potuto tagliarli completamente, senza perdere tempo a riscriverli.

 

No, il focus non è il quarto step.

Mi fermo al terzo step con i consigli sul restyling di un sito, perché in realtà la riflessione sulla mia tagline è iniziata prima del lavoro sull’identità visiva.

Era da un po’ che la mia attività di consulenza si era focalizzata sulla creazione di strategie digitali e quel “Fiorella Madè – Web Marketing, Media & Events” iniziava a non rappresentarmi più. Certo, eventi ne organizzerò ancora, ma hey, io voglio essere identificata come digital strategist, non “tuttofare del web”, quel tempo è passato. Mi sono evoluta, anche grazie alla collaborazione con altri professionisti e questa evoluzione meritava di essere comunicata.

Ed eccomi quindi con “Fiorella Madè – Digital Strategist“.

 

Riassumendo

I miei consigli per il restyling di un sito sono:

  1. Analisi del sito attuale, da più punti di vista: contenuti, stile, grafica, esperienza di chi naviga.
  2. Rinnovamento dell’identità visiva: diciamocelo, quando sentiamo parlare di restyling il Web Design è la prima cosa che ci viene in mente.
  3. Revisione dei contenuti: durante l’analisi emergerà sicuramente la necessità di comunicare “il nuovo io” e quale modo migliore se non rivedere la navigazione e i testi?

Consiglio bonus: affidatevi a professionisti.

Io mi sono affidata a una grafica per l’identità visiva, mi sono occupata io dello sviluppo del sito e della revisione dei testi perché sono due cose che mi competono. Ho iniziato la mia carriera nel Web creando piccoli siti web e la mia laurea in giornalismo spiega il resto (tra l’altro a marzo inizierò a frequentare il corso Copy42, sono super emozionata!). Probabilmente il sito non è sviluppato alla perfezione e magari ci sono delle imprecisioni nei testi, ma è una sfida che ho voluto accettare con me stessa, come scrivevo all’inizio.

Dopodiché c’è la messa online e poi la promozione del sito… E qui diventa una questione di strategia.