Freelance o non freelance?

Vita da freelance

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Questo è il dilemma: se sia migliore la vita da freelance, la libertà, la flessibilità o la vita da dipendente, con uno stipendio sicuro e un cartellino da timbrare?

Senza continuare a scomodare Shakespeare, il punto è che questa domanda sulla vita da freelance mi ronza nella testa da troppo tempo. Sto vivendo un periodo di cambiamenti ed è finalmente arrivato il momento in cui devo prendere una decisione.

Meglio freelance o dipendente?

Questa domanda me l’ha posta una studentessa dopo un corso di formazione che ho tenuto a Verona. Le ho prospettato i pro e i contro delle due posizioni e ammetto che questa riflessione mi è riecheggiata per tutto il viaggio di ritorno a Trento.

Dopo qualche giorno, su LinkedIn, mi sono imbattuta in un articolo di Giulia Giarola, copywriter, anche lei freelance. Devo davvero ringraziarla (e lo farò sul serio) perché mi ha dato l’ispirazione per scrivere questo post.

Mi ritrovo praticamente in ogni parola del copy, dedicato alla sua scelta di fare la freelance, a partire dall’introduzione:

Quando lavori come freelance non hai niente di fisso: clienti, stipendio, lavori, orari, luoghi. Tutto è mutevole e la capacità di adattarti al cambiamento è un requisito necessario all’attività.

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Chi mi conosce sa che ho aperto partita IVA due anni fa, ma che per un anno e mezzo ho lavorato in un’azienda del settore farmaceutico, come Digital Marketing Manager. Quando ho preso questa decisione sentivo la necessità di formarmi in azienda, per diventare una consulente migliore. Ho mantenuto qualche progetto attivo da freelance, lavorando la sera e nei weekend (per la gioia di mio marito).

Questa esperienza è stata molto importante e mi è servita, ma anche la necessità di cambiare si fa sentire, di dedicare più tempo a me, ai miei progetti indipendenti e perché no, al mio personal branding. Già, come “la moglie del calzolaio con le scarpe rotte“, la promozione del mio brand è pessima. La mia pagina Facebook non è aggiornata regolarmente, tantomeno la sezione articoli di questo sito. Me ne vergogno un bel po’… Di lavoro aiuto gli altri a comunicare bene, definendo obiettivi e creando strategie e piani operativi, eppure non riesco ad applicare tutto ciò su me stessa, principalmente per mancanza di tempo.

Quindi, freelance al 100%?

Aggiornamento a dicembre 2016: Decisamente sì! Freelance al 100% e si riparte con un 2017 già ricchissimo di progetti, non vedo l’ora!

Vita da #dipendente o da #freelance, tu cosa scegli? Condividi il Tweet