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A disposizione di aziende e professionisti c’è uno strumento di marketing molto utile, ma in certi settori sottovalutato: l’email marketing. Mi sono ispirata al libro Email marketing in pratica, Apogeo, 2014, di Alessandra Farabegoli, esperta di email marketing. Una lettura che consiglio a tutti, ricca di spunti autorevoli e molto interessanti.

Cos’è l’email marketing

L’email marketing comprende tutte le azioni di promozione compiute via posta elettronica, principalmente newsletter e DEM, Direct Email Marketing, con lo scopo di aumentare la visibilità del mittente e fidelizzare i clienti.
La newsletter è un’email inviata a cadenza regolare, solitamente mensile, contenente novità, aggiornamenti ed eventi in programma. Esistono alcuni programmi specifici attraverso i quali inviare le newsletter, come MailChimp e MailUp. Grazie ad essi è possibile creare il layout e il design delle newsletter e, soprattutto, monitorare le performance delle campagne inviate.

Ci sono 6 elementi che non possono mai mancare:

Il mittente, dev’essere sempre riconoscibile. Sarebbe meglio ci fosse il nome di una persona di riferimento, piuttosto che il nome di un ufficio interno all’azienda.

Il destinatario, sempre in copia nascosta se si utilizza Outlook, Gmail o simili. Con i servizi visti sopra, super consigliati, questo problema non si pone. Attenzione, è possibile inserire il nome del destinatario (es. “Ciao Fiorella…”), ma bisogna fare attenzione ai merge tags (tag utili a questo proposito). Non è bello ricevere una mail che inizia con “Ciao *|FNAME|*”.

L’oggetto della mail, che dev’essere sintetico, incisivo e accattivante.

Il corpo del testo, formattato correttamente (divisione in paragrafi, uso del grassetto per le parole chiave, senza errori grammaticali o di battitura).

La Call to action, ovvero l’invito all’azione. Si può trattare di un link o meglio ancora di un’immagine o di un pulsante. Se ad esempio è presente l’immagine di un oggetto in vendita sull’e-commerce, il link dovrà puntare alla pagina di acquisto di quello specifico prodotto.

La firma, possibilmente personalizzata, evitando un secco “Cordiali saluti”.

Le mailing list

Per realizzare campagne di email marketing è necessario possedere gli indirizzi delle persone a cui si vogliono inviare le email. Gli indirizzi vengono raccolti in liste, chiamate mailing list. Si tratta di elenchi di destinatari che possono essere segmentati per lingua, professione, interessi e molte altre categorie. In questo modo è possibile raggiungere specifici target, in relazione alle strategie di marketing aziendale.

Secondo Alessandra Farabegoli, “La comunicazione è una relazione fra individui, ma spesso si pensa ai nostri destinatari come fossero dei ‘personaggi tipo’, facce tutte uguali all’interno di un segmento di mercato”. Per evitare ciò, la Farabegoli crea delle mappe mentali ipotizzando la vita reale di una persona. Il suo obiettivo è di rendere il linguaggio delle email più concreto, capace di suscitare curiosità nei destinatari.

Gli obiettivi e il piano editoriale

Per capire se la campagna di email marketing ha avuto successo, bisogna definire degli obiettivi prima del suo lancio, ad esempio la vendita di un oggetto o la distribuzione di un e-book.

Qualsiasi sia l’obiettivo, bisognerà misurare le conversioni della campagna, ovvero il raggiungimento dello stesso. Attraverso gli strumenti di reportistica, si avrà accesso al numero di persone che hanno aperto l’email, a quante hanno cliccato e su quali link. Con gli strumenti di analytics a disposizione del proprio sito sarà poi possibile capire quante persone hanno effettivamente acquistato un prodotto o un servizio.

Anche per le campagne di email marketing è necessario redigere un piano editoriale dei contenuti. Bisogna focalizzare la propria attenzione sulle abitudini e sulle necessità dei destinatari. Un altro fattore molto importante da tenere in considerazione è rappresentato dal calendario annuale, dagli eventi programmati dall’azienda e da quelli esterni.

La lettura da mobile

Nella fase di progettazione di una newsletter o di una DEM bisogna tenere in considerazione il fatto che il destinatario potrebbe riceverla e consultarla su un dispositivo mobile. Vi è quindi la necessità di progettare un design responsive, che si adatti allo schermo di visualizzazione. I punti da tenere in considerazione sono molti:

• Contenuti, devono essere interessanti e non troppo lunghi, devono stimolare il lettore anche in condizioni di mobilità.

• Struttura semplice, a una sola colonna.

• Layout responsive, per facilitare la visualizzazione da smartphone e la fruizione dei contenuti.

Possibilità di condivisione, prevedere dei pulsanti di condivisione con programmi di archiviazione, in modo da facilitare la lettura da altri dispositivi.

• Conversione, facilitare le azioni sull’email, che possono produrre conversioni, rendendo ben visibili le call to action.

(Fonte Alessandra Farabegoli, Email marketing in pratica, Apogeo, 2014)

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